Il gioco degli scacchi
 

Campionati “nazionali” a "squadre": ma che senso

ilMusso 29 Apr 2017 12:24
Prendiamo un gioco da giocare individualmente, uno contro uno.

Anzi, prendiamo il re dei giochi individuali. Prendiamo il piu’ bello tra i
giochi individuali in cui conta soltanto la propria bravura. Gli scacchi.

Poi facciamolo diventare una cosa di "squadra”.

Poi facciamo disputare delle olimpiadi e dei campionati mondiali e continentali
tra formazioni "nazionali" strafarcite di giocatori che sono disinvoltamente
passati da una federazione sportiva nazionale ad un’altra (cambiando
addirittura continente nonche' emisfero).

Poi, non contenti, facciamo disputare dei campionati “nazionali a squadre”
tra locali formazioni di club che in base ai propri budget riescono a schierare
top player di altre citta’, di altre regioni e di qualsiasi altra parte del
mondo.

C’e’ un giocatore norvegese (Aryan Tari), per dire, che ha gia’ giocato
per squadre di club di sette Paesi diversi in altrettanti campionati "nazionali
a squadre".

Ma che senso ha tutto cio'? Quale sarebbe lo spirito che alimenta questo modo di
intendere il concetto di "nazionale" e quello di "squadra"? Spiegatemelo, di
grazia, perche' vorrei capirlo bene.
danca (Daniele Campagna) 29 Apr 2017 20:36
Il 04/29/2017 12:24 PM, ilMusso ha scritto:
> Prendiamo un gioco da giocare individualmente, uno contro uno.
>
> Anzi, prendiamo il re dei giochi individuali. Prendiamo il piu’ bello tra i
giochi individuali in cui conta soltanto la propria bravura. Gli scacchi.
>
> Poi facciamolo diventare una cosa di "squadra”.
>
> Poi facciamo disputare delle olimpiadi e dei campionati mondiali e
continentali tra formazioni "nazionali" strafarcite di giocatori che sono
disinvoltamente passati da una federazione sportiva nazionale ad un’altra
(cambiando addirittura continente nonche' emisfero).
>
> Poi, non contenti, facciamo disputare dei campionati “nazionali a squadre”
tra locali formazioni di club che in base ai propri budget riescono a schierare
top player di altre citta’, di altre regioni e di qualsiasi altra parte del
mondo.
>
> C’e’ un giocatore norvegese (Aryan Tari), per dire, che ha gia’ giocato
per squadre di club di sette Paesi diversi in altrettanti campionati "nazionali
a squadre".
>
> Ma che senso ha tutto cio'? Quale sarebbe lo spirito che alimenta questo modo
di intendere il concetto di "nazionale" e quello di "squadra"? Spiegatemelo, di
grazia, perche' vorrei capirlo bene.
>

Non ha molto senso, in effetti, se lo paragoni al gioco classico
uno-a-uno. Non ha molto senso nemmeno -ammetto- se vogliamo considerarla
una interessante variante in cui una nazione mette in gioco i suoi
migliori talenti, dato che i talenti sono in realtà apolidi e quindi
disponibili per il miglior offerente.

L'unico aspetto interessante è, appunto, il concetto di "squadra
invincibile", cioè chi riesce a mettere insieme la squadra vincente,
indipendentemente dalla nazionalità. Una cosa contro nazionalismi e
campanilismi vari. Dove sta scritto che la squadra di S. Marino debba
per forza essere composta da giocatori di S. Marino? (tra l'altro, lo è:
e un modesto 1 categoria si è preso la soddisfazione di giocare con vari
mostri sacri, essendo seconda scacchiera...)
Non ci vedo nulla di male, anche se naturalmente chiamarla squadra della
nazione x non ha molto senso, sarebbe più giusto chiamarla squadra
sponsorizzata dalla federazione scacchistica della nazione x, ma in
fondo va bene per brevità anche così, tanto lo sappiamo tutti.

Come giocatore dilettante, giocare in una squadra è molto divertente,
invece. C'è tutto uno spirito di gruppo ecc. che nel gioco individuale
ovviamente manca. Poi magari uno è un individualista e non gli piace,
eh. Io le poche volte che ho fatto parte di una squadra mi son
divertito, per esempio capita che sei una scamorza in quarta scacchiera
ma tutto il risultato della squadra dipende da te, perché gli altri
hanno pareggiato/perso, oppure capita che sei in prima scacchiera e ******* un
mostro, perdi, ma per fortuna gli altri salvano la
situazione... eccetera.

Dan


--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
ilMusso 30 Apr 2017 09:05
Il 29-4-2017 danca (Daniele Campagna) ha scritto:

> Non ha molto senso, in effetti, se lo paragoni al gioco classico
> uno-a-uno. Non ha molto senso nemmeno -ammetto- se vogliamo considerarla
> una interessante variante in cui una nazione mette in gioco i suoi
> migliori talenti, dato che i talenti sono in realtà apolidi e quindi
> disponibili per il miglior offerente.
>
> L'unico aspetto interessante è, appunto, il concetto di "squadra
> invincibile", cioè chi riesce a mettere insieme la squadra vincente,
> indipendentemente dalla nazionalità. Una cosa contro nazionalismi e
> campanilismi vari. Dove sta scritto che la squadra di S. Marino debba
> per forza essere composta da giocatori di S. Marino? (tra l'altro, lo è:
> e un modesto 1 categoria si è preso la soddisfazione di giocare con vari
> mostri sacri, essendo seconda scacchiera...)
> Non ci vedo nulla di male, anche se naturalmente chiamarla squadra della
> nazione x non ha molto senso, sarebbe più giusto chiamarla squadra
> sponsorizzata dalla federazione scacchistica della nazione x, ma in
> fondo va bene per brevità anche così, tanto lo sappiamo tutti.
>
> Come giocatore dilettante, giocare in una squadra è molto divertente,
> invece. C'è tutto uno spirito di gruppo ecc. che nel gioco individuale
> ovviamente manca. Poi magari uno è un individualista e non gli piace,
> eh. Io le poche volte che ho fatto parte di una squadra mi son
> divertito, per esempio capita che sei una scamorza in quarta scacchiera
> ma tutto il risultato della squadra dipende da te, perché gli altri
> hanno pareggiato/perso, oppure capita che sei in prima scacchiera e
> ******* un mostro, perdi, ma per fortuna gli altri salvano la
> situazione... eccetera.


Grazie per la risposta, che tra l’altro ho trovato piuttosto bene articolata
ed argomentata (anche se devo dire che ho un pochino sorriso nel leggere le tue
argomentazioni a proposito del concetto di squadra visto che mi e’ venuto in
mente il tuo recente post - su un altro topic - in cui hai scritto di aver
buttato la tessera federale e di essere un uomo libero).

Personalmente trovo senza alcun senso questo tipo di tornei.

O meglio, qualche "senso" lo trovo: quello di far contenti i top player in
vendita, i quali daranno i loro mezzi punti (raramente si notano top performance
dei medesimi, anche perche’ spesso si trovano ad affrontarsi tra loro nelle
prime scacchiere) in cambio di denari e - suppongo - vitto e alloggio; quello di
permettere a un anonimo giocatore di categoria nazionale di sedersi al tavolo
con un top player e magari poter *****izzare con lui qualche minuto a fine
partita (ma questo c'e' anche negli open); quello di essersi sentiti importanti
per aver tenuto con il fiato sospeso i compagni di squadra in quanto il
risultato del turno dipendeva dalla propria partita.

Io, semplicemente, trovo il tutto non solo senza senso ma anche ipocrita.

Un po’ come l’essere passati dai tornei per categorie agli open (salvo poi
mettere i premi per fascia), come i cambi facili di federazione, come il dare
accesso ai campionati maschili alle donne (pero' lasciando in generale la
differenziazione uomo/donna), ecc.

Pare che non si riesca a vivere, anche nello sport, senza un mucchio di
ipocrisie (quasi sempre a beneficio di chi fa girare i soldi e di chi i soldi se
li pappa a scapito dei pecoroni).
danca (Daniele Campagna) 1 Mag 2017 09:55
Il 04/30/2017 09:05 AM, ilMusso ha scritto:

>>
>> Come giocatore dilettante, giocare in una squadra è molto
>> divertente, invece. C'è tutto uno spirito di gruppo ecc. che nel
>> gioco individuale ovviamente manca. Poi magari uno è un
>> individualista e non gli piace, eh. Io le poche volte che ho fatto
>> parte di una squadra mi son divertito, per esempio capita che sei
>> una scamorza in quarta scacchiera ma tutto il risultato della
>> squadra dipende da te, perché gli altri hanno pareggiato/perso,
>> oppure capita che sei in prima scacchiera e ******* un mostro,
>> perdi, ma per fortuna gli altri salvano la situazione... eccetera.
>
>
> Grazie per la risposta, che tra l’altro ho trovato piuttosto bene
> articolata ed argomentata (anche se devo dire che ho un pochino
> sorriso nel leggere le tue argomentazioni a proposito del concetto di
> squadra visto che mi e’ venuto in mente il tuo recente post - su un
> altro topic - in cui hai scritto di aver buttato la tessera federale
> e di essere un uomo libero).

Ah, ma questa è un altra storia. Nemmeno io evidentemente condivido il
pizzo che si deve pagare alla FSI pessimamente gestita per poter
giocare. Una volta c'era l'ARCI scacchi, mi piacerebbe sapere se esiste
ancora. Lì credo che mi potrei iscrivere. Ai tempi, avevo partecipato a
qualche torneo ARCI. Niente premi in denaro (formalmente, in realtà per
i giocatori forti era previsto qualche tallero, alla voce "rimborso
spese", ma era poca roba), ricordo in particolare un torneo a Mogliano
Veneto che ebbe una discreta partecipazione. Comunque al massimo potevi
trovare qualche Maestro (il che per me, prima categoria, andava benissimo).

>
> Personalmente trovo senza alcun senso questo tipo di tornei.
>
> O meglio, qualche "senso" lo trovo: quello di far contenti i top
> player in vendita, i quali daranno i loro mezzi punti (raramente si
> notano top performance dei medesimi, anche perche’ spesso si trovano
> ad affrontarsi tra loro nelle prime scacchiere) in cambio di denari e
> - suppongo - vitto e alloggio; quello di permettere a un anonimo
> giocatore di categoria nazionale di sedersi al tavolo con un top
> player e magari poter *****izzare con lui qualche minuto a fine
> partita (ma questo c'e' anche negli open); quello di essersi sentiti
> importanti per aver tenuto con il fiato sospeso i compagni di squadra
> in quanto il risultato del turno dipendeva dalla propria partita.
>
> Io, semplicemente, trovo il tutto non solo senza senso ma anche
> ipocrita.

Mah, non capisco bene questa cosa dell'ipocrisia. Se i top player si
incontrano tra di loro e fanno melina sono censurabili tanto quanto se
lo facessero in un torneo individuale. E in effetti, perché non
dovrebbero farlo anche nei tornei individuali? Anche lì percepiscono
prebende per la sola partecipazione, no?

>
> Un po’ come l’essere passati dai tornei per categorie agli open
> (salvo poi mettere i premi per fascia), come i cambi facili di
> federazione, come il dare accesso ai campionati maschili alle donne
> (pero' lasciando in generale la differenziazione uomo/donna), ecc.
>
> Pare che non si riesca a vivere, anche nello sport, senza un mucchio
> di ipocrisie (quasi sempre a beneficio di chi fa girare i soldi e di
> chi i soldi se li pappa a scapito dei pecoroni).
>
Ma, senti, che nel modo degli scacchi debbano girare un po' di soldi è
del tutto giusto: pensa a quanto guadagnano dei ragazzotti che sanno
tirare calci a una palla e confronta con quanto guadagna in Italia un MI.
Ho dubbi che riesca persino a camparci, con gli scacchi. Quello che non
va è questa cappa di piombo rappresentata dalla FSI, dalla sua
amministrazione opaca, dalla scarsa diffusione degli scacchi e dai pochi
soldi che si guadagnano, anche a livelli alti. Tanto è vero che ho
conosciuto qualche giocatore che si era tesserato in Svizzera, dove
anche un CM aveva un minimo sindacale di riconoscimento, e veniva in
qualche misura sponsorizzato. E meno male che poteva liberamente
tesserarsi in Svizzera.

Il problema comunque è quello di TUTTE le organizzazioni verticistiche:
e pare che gli esseri umani non siano capaci di produrre altro che
organizzazzioni di questo tipo. E i vertici ovviamente sguazzano,
figurarsi poi in Italia, con la nostra mentalità da sudditi e mafiosetti.

Dan
--
"Everybody should pay taxes with a smile"
I tried, but they want money.
i3HEV, mario 1 Mag 2017 22:46
danca (Daniele Campagna) wrote:

> ricordo in particolare un torneo a Mogliano
> Veneto che ebbe una discreta partecipazione. ...

probabilmente stai parlando di "Mogliano Scacchi", di cui proprio oggi
si è conclusa la 38-esima edizione, con 124 giocatori in tre tornei. Un
tempo era un torneo UISP, però sono ormai molti anni che è diventato un
evento FSI :)

Ciao!
mario
Bruno Rizzuti 4 Mag 2017 12:59
On 29/04/2017 12.24, ilMusso wrote:
>
> Poi, non contenti, facciamo disputare dei campionati “nazionali a squadre”
tra locali formazioni di club che in base ai propri budget riescono a schierare
top player di altre citta’, di altre regioni e di qualsiasi altra parte del
mondo.


In effetti, anche a me sembra avere poco senso.

Ciao, Bruno.

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